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I nuovi analfabeti creativi

Potremmo chiamarlo tempo narcisistico del nuovo sottoproletariato culturale. È una modalità della giornata che ha a che fare con il modo in cui poniamo noi stessi davanti agli altri. I social dicono chi siamo perché noi diciamo ai social quello che riteniamo fondante, importante, perché il mondo esterno possa capirci. Viviamo in un sistema dove conta pubblicare, rendere pubblico, ma senza alcuna percezione e capacità di capire quello che si sta facendo. Perché dopo anni di annichilimento se non disprezzo della cultura umanistica e classica è stato dato in mano a una massa vera e propria, a un quarto stato moderno, uno strumento che ha bisogno disperatamente di una serie…

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Immaginare l’altrove

Nel mondo antico gli uomini si muovevano assai poco, e immaginavano moltissimo. Nel medioevo non mancavano i viaggiatori e tantomeno gli esploratori, ma la maggior parte delle persone viveva l’intera vita in uno spazio minimo, talvolta di pochissimi chilometri, e tutto quello che veniva a sapere gli veniva raccontato, oppure, se era in grado, lo leggeva sui libri. Il medioevo, ma anche l’età moderna, sono luoghi, prima che epoche. Sono costellazioni isolate una dall’altra dove solo ogni tanto, per un caso, per una bizzarria, arrivavano informazioni dal mondo. Informazioni portate da qualche viandante, da un soldato, da qualcuno che era partito e poi tornato. Ma erano notizie per lo più…

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I layout della cattiva informazione

È accaduto a tutti, arrivati per la prima volta in una città, di entrare in un ristorante, e cominciare a notare alcuni dettagli, per capire meglio se si è fatta la scelta giusta, oppure se rischiamo di avere un cattivo servizio, o del cattivo cibo. Guardiamo delle cose, magari nell’attesa del cameriere, che sono impercettibili: il tipo di tovaglie, la scelta dei bicchieri, la luce, i quadri alle pareti. Alle volte persino lo stato della toilette. Sono elementi che poi portano un pregiudizio che può essere confermato oppure no. Di solito non ci si sbaglia. È raro che molti elementi distonici siano poi smentiti nella qualità del cibo e del…

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Incenso e pietra, ombre e vetrate

È probabile che la serie di Paolo Sorrentino The Young Pope diventerà un traguardo fondamentale per molti. Perché in quella serie ci sono alcune cose che hanno a che fare con le nostre vite smaterializzate, con le nostre identità digitali e con le nostre solitudini da social network. In quella serie il primo degli elementi di cui tenere conto non è tanto l’idea che possa salire al soglio pontificio un papa giovane e bello. Ma è che i valori della contemporaneità, ovvero la giovinezza, la bellezza, il carisma, persino l’opulenza e la ricchezza, non sono liquidi, sono fisici, sono dentro un luogo chiuso, dentro le mura vaticane, che diventano l’ultimo…

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Capire il populismo con Piero della Francesca

C’è un nesso tra il risorgere dei populismi nel mondo e la cultura del web e della rete? Molti ne sono convinti perché la rete incoraggia e permette a tutti di esprimersi su qualsiasi argomento; il web dà la sensazione che il sapere sia accessibile e ci porti a conoscere i problemi con facilità. Inoltre il popolo della rete è composto da gente che portando i loro umori, le loro rabbie, il loro senso di ingiustizia in un luogo condiviso contribuisce a rendere più vero il sentire comune. Gli umori dei popoli sono canalizzati, riordinati persino, sminuzzati e infine trasformati in campagne politiche, movimenti più o meno qualunquisti, eleggendo anche…

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Il Guru che porta il futuro nel passato

Ormai è una storia che conosciamo. Più i tempi sono incerti, meno si individuano grammatiche per comprendere il mondo, e più le parole futuro e tecnologia diventano pressanti, ossessive, continue. Cosa ci riserva il nostro futuro tecnologico e digitale? A rispondere a queste domande sui giornali, sui siti, sulle riviste specializzate di solito è una persona competente, che ha esperienza, e che viene quasi sempre definito: un guru. Ora, già le due cose dovrebbero stridere. Guru è parola sanscrita, e nella religione induista indica il maestro, ed è colui che svanisce le tenebre. Lo fa per la sua saggezza, lo fa perché lui sa. Ma soprattutto la fa perché attinge…

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Il robot della porta accanto

Una mattina non troppo lontana, diciamo all’incirca tra un anno, in una famiglia italiana qualsiasi si potrebbe decidere di comprare un elettrodomestico nuovo. E non ci sarebbe nulla di strano, lo si fa continuamente. Soltanto che l’elettrodomestico non è una lavatrice o un sofisticato modello di televisore. Ma si tratta di un robot. Ora non si pensi che il robot da comprare sia qualcosa di sconvolgente, un apparecchio estremamente sofisticato, costosissimo, e molto complicato da gestire. Il robot da comprare è un robot per famiglie, progettato e creato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Il robot è alto un metro e venti, al posto delle gambe ha delle ruote. Può…

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Non dobbiamo essere troppo moderni

L’Ottocento fu certamente il secolo del progresso, della scienza e della ricerca. Furono decenni di grande fermento, in cui si formò e stabilizzò la società borghese. Fu il secolo del positivismo. Probabilmente tutte le invenzioni e innovazioni basilari dell’umanità sono di quegli anni: dalla medicina alla tecnologia, all’industria moderna, alla comunicazione e i trasporti, alla nascita delle identità nazionali. Anche per l’arte e la letteratura fu un periodo estremamente vitale e importante. Eppure proprio l’Ottocento è un periodo che ha un lato oscuro. Mai come in quel secolo proliferavano sette, esoterismi, spiritisti, teosofi, e seguaci di discipline irrazionali in ogni parte d’Europa. Sembra sia una forma di compensazione, di contrappasso,…

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Abitare lo spazio

Per qualche anno ho vissuto a Milano. All’ultimo piano dell’edificio abitavano due anziani e distinti professori. I loro appartamenti erano sullo stesso pianerottolo. Erano tempi in cui internet non esisteva ed esistevano ancora i computer. Sorta di macchine che ti permettevano al massimo di scrivere e compilare un database. La mattina accadeva spesso di trovarsi davanti all’ingresso del condominio dove c’erano le caselle della posta: erano di vetro, con i nomi ordinati su targhette in ottone. I due anziani insegnanti vivevano un’autentica competizione. Quello meno anziano dei due aveva sempre una cassetta della posta piena di lettere, l’altro poco o niente. Per cui c’era sempre una battuta invidiosa da parte…

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L’errore di Twitter

Tra il 2010 e il 2011 avevano un profilo twitter tutti quelli che contavano. A cominciare dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Twitter era moderno, non potevi pubblicare sciocchezze, ti permetteva poche parole, e con quelle dovevi farci i conti. Il rivale Facebook era una cosa per bambini, per ragazzotti che postavano le foto della festa, per gente che stava a perdere tempo. twitter era il futuro del Mobile, Facebook il passato del Notebook: ovvero twitter funzionava al meglio da dispositivo mobile mentre Facebook aveva un’applicazione, a quei tempi, degna della preistoria. Incontravi un sacco di gente che ti diceva: ho letto su twitter, ho scritto su twitter. Ma…

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