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Capire il populismo con Piero della Francesca

C’è un nesso tra il risorgere dei populismi nel mondo e la cultura del web e della rete? Molti ne sono convinti perché la rete incoraggia e permette a tutti di esprimersi su qualsiasi argomento; il web dà la sensazione che il sapere sia accessibile e ci porti a conoscere i problemi con facilità. Inoltre il popolo della rete è composto da gente che portando i loro umori, le loro rabbie, il loro senso di ingiustizia in un luogo condiviso contribuisce a rendere più vero il sentire comune. Gli umori dei popoli sono canalizzati, riordinati persino, sminuzzati e infine trasformati in campagne politiche, movimenti più o meno qualunquisti, eleggendo anche…

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Il Guru che porta il futuro nel passato

Ormai è una storia che conosciamo. Più i tempi sono incerti, meno si individuano grammatiche per comprendere il mondo, e più le parole futuro e tecnologia diventano pressanti, ossessive, continue. Cosa ci riserva il nostro futuro tecnologico e digitale? A rispondere a queste domande sui giornali, sui siti, sulle riviste specializzate di solito è una persona competente, che ha esperienza, e che viene quasi sempre definito: un guru. Ora, già le due cose dovrebbero stridere. Guru è parola sanscrita, e nella religione induista indica il maestro, ed è colui che svanisce le tenebre. Lo fa per la sua saggezza, lo fa perché lui sa. Ma soprattutto la fa perché attinge…

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Il robot della porta accanto

Una mattina non troppo lontana, diciamo all’incirca tra un anno, in una famiglia italiana qualsiasi si potrebbe decidere di comprare un elettrodomestico nuovo. E non ci sarebbe nulla di strano, lo si fa continuamente. Soltanto che l’elettrodomestico non è una lavatrice o un sofisticato modello di televisore. Ma si tratta di un robot. Ora non si pensi che il robot da comprare sia qualcosa di sconvolgente, un apparecchio estremamente sofisticato, costosissimo, e molto complicato da gestire. Il robot da comprare è un robot per famiglie, progettato e creato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Il robot è alto un metro e venti, al posto delle gambe ha delle ruote. Può…

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Non dobbiamo essere troppo moderni

L’Ottocento fu certamente il secolo del progresso, della scienza e della ricerca. Furono decenni di grande fermento, in cui si formò e stabilizzò la società borghese. Fu il secolo del positivismo. Probabilmente tutte le invenzioni e innovazioni basilari dell’umanità sono di quegli anni: dalla medicina alla tecnologia, all’industria moderna, alla comunicazione e i trasporti, alla nascita delle identità nazionali. Anche per l’arte e la letteratura fu un periodo estremamente vitale e importante. Eppure proprio l’Ottocento è un periodo che ha un lato oscuro. Mai come in quel secolo proliferavano sette, esoterismi, spiritisti, teosofi, e seguaci di discipline irrazionali in ogni parte d’Europa. Sembra sia una forma di compensazione, di contrappasso,…

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Abitare lo spazio

Per qualche anno ho vissuto a Milano. All’ultimo piano dell’edificio abitavano due anziani e distinti professori. I loro appartamenti erano sullo stesso pianerottolo. Erano tempi in cui internet non esisteva ed esistevano ancora i computer. Sorta di macchine che ti permettevano al massimo di scrivere e compilare un database. La mattina accadeva spesso di trovarsi davanti all’ingresso del condominio dove c’erano le caselle della posta: erano di vetro, con i nomi ordinati su targhette in ottone. I due anziani insegnanti vivevano un’autentica competizione. Quello meno anziano dei due aveva sempre una cassetta della posta piena di lettere, l’altro poco o niente. Per cui c’era sempre una battuta invidiosa da parte…

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L’errore di Twitter

Tra il 2010 e il 2011 avevano un profilo twitter tutti quelli che contavano. A cominciare dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Twitter era moderno, non potevi pubblicare sciocchezze, ti permetteva poche parole, e con quelle dovevi farci i conti. Il rivale Facebook era una cosa per bambini, per ragazzotti che postavano le foto della festa, per gente che stava a perdere tempo. twitter era il futuro del Mobile, Facebook il passato del Notebook: ovvero twitter funzionava al meglio da dispositivo mobile mentre Facebook aveva un’applicazione, a quei tempi, degna della preistoria. Incontravi un sacco di gente che ti diceva: ho letto su twitter, ho scritto su twitter. Ma…

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Frontiere sottomarine

La frontiera è da sempre un punto fondante e concreto dell’immaginario: luogo ultimo, avamposto, punto di arrivo, e naturalmente soglia da oltrepassare. La frontiera porta conoscenza. La frontiera, il confine, ha alimentato immaginari e retoriche. Il termine è usato di continuo: non dobbiamo avere frontiere, non dobbiamo limitarci, dobbiamo pensare senza confini mentali. La frontiera è una conquista, specie dopo che le frontiere sono state per secoli luoghi di trincea e di guerre. La nuova frontiera di cui parlava John Kennedy era sfida, possibilità, attraversamento: una soglia da attraversare. I più grandi poeti del Novecento, a cominciare da Yves Bonnefoy, hanno scritto versi dove la soglia ha un ruolo fondamentale.…

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I robot e l’empatia

Un’esperienza che ormai possono fare tutti, e che un tempo era avveniristica e futuristica, è il dialogo con un robot. Non parlo del robot che si muove e fa delle cose utili, ma dei robot che teniamo dentro i nostri dispositivi: quelle voci che rispondono alle nostre domande e ci danno soluzioni. Su Apple si chiama Siri, risponde  tono, e si offende se hai modi bruschi o maleducati. In apparenza si tratta soltanto di piccoli giochini che servono a rendere più umana una voce sintetizzata. Perché la sostanza del comando vocale è quella di indicarti la strada giusta per arrivare in un luogo o fornirti l’indirizzo di un ristorante vicino.…

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La stupidità delle notifiche

Qualche mattina fa, davanti al caffè, mio figlio mi ha mostrato il suo smartphone con aria perplessa. Aveva scaricato l’ultimo sistema operativo e guardando il display mi ha detto: «è finito il mondo». Pensavo si riferisse a qualche news catastrofica. E invece si trattava di una notifica. Il nuovo sistema operativo gli stava dicendo dove sarebbe andato quella mattina. E specificava anche il tragitto. Ho pensato che lo avesse messo come appuntamento della giornata. Ma non era così: certi smartphone tengono memoria di tutti i nostri movimenti, sanno dove siamo andati, che strada abbiamo fatto e quante volte l’abbiamo fatta. Gli ultimi sistemi operativi deducono che se per cinque mattine…

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Le parole di Seneca nei distributori di sigarette

Le scuole montessoriane più osservanti hanno sempre fatto attenzione al ruolo delle saponette per lavarsi le mani. Un’attenzione che si è resa necessaria dopo l’invenzione del dispenser. Quella cosa per cui con un movimento dall’alto verso il basso, lineare, oserei dire ortogonale, puoi far scendere sulle mani del sapone liquido. La saponetta è un sistema analogico. Chiede le tre dimensioni, devi muoverla tra le mani e fare in modo che si sciolga il detergente. Il dispenser è lì: piatto e senza profondità. Naturalmente è molto più igienico, ma produce nei bambini una significativa perdita di manualità. Il mondo digitale è pieno di dispenser e di saponette se ne trovano poche.…

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