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Roma. I luoghi d'arte, gli antichi palazzi come la Reggia di Venaria, sembrano pensati per le solitudini contemporanee. Un tempo luoghi chiassosi, pieni di gente, di corti reali, di feste, nobili, armi e cavalli, oggi si mostrano in queste prospettive surreali. E più esprimono silenzio e solitudini e più appaiono risolte, come fosse questo il loro destino, per quanto sorprendente. Nello stereotipo del sud la processione ha un ruolo sacro e leggendario. È il momento in cui le antiche radici magiche di terre arcaiche riaffiorano dando un senso a una contemporaneità che ha trasformato il Mezzogiorno in una terra sempre più globalizzata. In realtà le processioni mescolano sempre di più casualità e modernità. Questa Madonna, detta Madonna dell’Altomare, viene caricata sulla nave ogni prima domenica di settembre, e viene portata da un capo all’altro della città: con notabili laici e religiosi al seguito. Ma il rito fa i conti con il quotidiano, con il moderno, un po’ come le antiche pietre dei centri storici fanno i conti con i tavolini di plastica dei bar, le insegne dei negozi, i condizionatori esibiti sui balconi in ferro battuto. Questa Madonna traballante, non si cura della confusione di coloro che devono salire. Rassegnata a dover dividere il sacro con le borse a tracolla firmate, i cellulari esibiti, il revolver del poliziotto, i mille occhiali da sole, le stellette militari e le tonache bianche. Dentro un cielo grigio di un tardo pomeriggio di settembre.

Salento, la Processione della Madonna dell’Altomare. 2016. È diverso. Non è perché sono uno scrittore che uso la fotografia. Ma è il contrario. Lo faccio ormai per una diffidenza verso la narrazione. Trovo nell'assenza di tempo e nell'infinito istante delle immagini, una forma di salvezza dalla logica del racconto. [Salento, 2016. Gli otrantini alla festa della Madonna dell'Altomare] Per quasi due anni ho seguito i visitatori dei musei. Li ho spiati mentre si fermavano davanti alle opere d'arte. Ho fatto caso alla postura, ai movimenti corporei. Mi sono accorto che quasi sempre c'è una regola non scritta che dispone in modo ordinato e coerente i visitatori in uno spazio espositivo. Come se l'aura delle opere d'arte fosse capace di guidare i visitatori come fossero opere a loro volta.

Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma.
Seneca

Le parole di Seneca nei distributori di sigarette

Le scuole montessoriane più osservanti hanno sempre fatto attenzione al ruolo delle saponette per lavarsi le mani. Un’attenzione che si è resa necessaria dopo l’invenzione del dispenser. Quella cosa per cui con un movimento dall’alto verso il basso, lineare, oserei dire ortogonale, puoi far scendere sulle mani del sapone liquido.

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Ma quella digitale è davvero una rivoluzione?

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Mettere troppi hashtag è da morti di fama

Ho un sacco di amici che ogni giorno sfidano il ridicolo senza neanche rendersene conto. Non parlo soltanto di quelli che sentenziano su mille argomenti di cui sanno poco, con frasi inequivocabili. O gente importante che si fa ancora i selfie come fossero un gesto simpatico da condividere. E non

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I cuochi sono gli ultimi alchimisti

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Un mondo di lolite da centomila follower

Sta diventando un vero tormentone. Spesso e volentieri arrivano sulla casella di posta dei social offerte, secondo loro allettanti, sul come diventare popolari sui social: ovvero come aumentare il numero di follower, come avere persone che guardano le tue foto su Instagram, o leggono in tuoi post su Facebook. La

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