Il mondo completamente liquido può anche attendere. Il paradiso dove tutto è a portata di smartphone, dove ogni desiderio si realizza in un istante, complici una buona connessione e uno schermo touch ad alta definizione, si sta sgretolando; come si sgretola l’idea che la tecnologia semplificherà le comunicazioni, la lettura, la possibilità di vedere le cose quando si desidera vederle.

Gli Amish del 2.0, coloro che pensano di poter tornare completamente indietro, quelli che hanno solo biblioteche personali di libri di carta, che non possiedono un televisore, e che non sanno navigare sul web perché la trovano una perdita di tempo non devono esultare. Da questo mondo digitale non si torna indietro, dai social come elemento fondante della socialità del futuro non si può prescindere. E buona parte delle nostre relazioni, delle nostre amicizie, delle nostre letture, passeranno da piccoli schermi di smartphone e non più dai luoghi che amiamo frequentare e dal mondo fisico e concreto.

Ma ci eravamo convinti che la parte concreta, quella non liquida, non a due dimensioni, della nostra vita si sarebbe ristretta al minimo indispensabile. Dove per minimo indispensabile si intende avere relazioni reali e fisiche sufficienti a non viversi dentro un mondo patologico e malato. In questi anni si è lottato per tenere nelle proprie esistenze quella riserva indiana di realtà che ci permette di parlare con le persone senza il ticchettio delle tastiere virtuali dei nostri dispositivi.

Poi qualche lieve scricchiolio si è cominciato a sentire. È partito tutto dagli ebook. Sorta di miracolo della tecnologia che ti permette di scaricare un libro in tempo reale, senza muoverti dalla tua poltrona e leggerlo immediatamente. E naturalmente di portarti dietro un’intera biblioteca in qualche centinaio di grammi di un Kindle. Amazon punta sull’ebook ma l’ebook non decolla: all’inizio se ne vendono pochi, ma tutti pensano che le cose cambieranno. Sono passati anni, i dispositivi sono sempre più sofisticati e leggibili, eppure continuano a non vendersi. La gente va sul sito di Amazon certo, ma per comprare i libri cartacei e non gli ebook.

Allora ci si è concentrati sulle librerie online. Vuoi mettere? In un click hai un catalogo sterminato in tutte le lingue. Compri, e in un giorno ti consegnano a casa quello che vuoi. Mica il libraio sotto casa: che non ha il testo, che te lo ordina, che ci mette giorni, e poi non ti può fare molto sconto perché è piccolo e deve viverci con il suo lavoro. E tu aspetti, e poi magari il libro è esaurito, e l’editore non lo manda. Mentre su Amazon trovi anche gli esauriti, e quelli usati, e altro ancora.

Così dopo il libro di carta, che non è crollato di fronte all’ebook, sarebbero crollate almeno le vecchie librerie in nome del velocità, della contemporaneità. E invece Jeff Besoz, colui che Amazon l’ha inventato, cosa fa? Apre la prima libreria di Amazon nel mondo, a Seattle, negli Stati Uniti. Una libreria, non un centro dove tutto è liquido, e i dorsi dei volumi sono virtuali. Macché: polvere, libri, pile, scaffali, banchi dove appoggiare le novità, carta che si sfoglia non nel modo touch che si utilizza per girare le pagine di un Kindle.

Cosa sta succedendo? Semplice: che l’analogico, che la carta, che la lettura sono rimaste le stesse comunque. E che l’idea di una società di relazioni liquida, lo stare nel mondo senza il vedersi, il leggere senza i libri, il vedere i film senza i cinema, il leggere i giornali senza i giornali, non poteva essere un futuro possibile. Era solo una suggestione modernista di un mondo di comunicatori affascinati da un giocattolo maldestro.

Non si tornerà indietro, e se avrò bisogno di un libro rarissimo e in fretta saprò dove cercarlo. Ma l’impostura del digitale come pensiero unico è la stessa di quelli che non hanno internet perché «non serve», o che scrivono solo con la penna. Avremo bisogno di libri e giornali di carta, di parole che fisicamente tagliano l’aria che attraversiamo, di oggetti da maneggiare, di persone da abbracciare. Magari incontrandole proprio in una libreria fisica di Amazon.

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