Le brave ragazze non leggono i romanzi, questo il titolo di un saggio di Francesca Serra uscito da Bollati Boringhieri l’anno scorso. Ma non è di questo libro che voglio parlare. Un libro sul romanzo come fenomeno sociale. Voglio parlare invece di quel titolo. Le brave ragazze non leggevano i romanzi, mentre le cattive ragazze continuano a leggerli ancora oggi. Solo che tra Pamela di Richardson, e la saga delle sfumature di grigi, di rossi e di neri c’è un abisso concettuale e letterario. Eccetto in un punto. La trasgressione. Ma procediamo con ordine.

Circa un mese fa ho recensito il libro 50 sfumature di grigio di E.L.James. Perplesso e consapevole che si tratta di un prodotto commerciale che non ha nulla a che fare con la letteratura, e che vende molto perché costruito per un pubblico medio che ha bisogno di trasgressione. Non sapevo allora che c’erano altri due libri: 50 sfumature di rosso, e 50 sfumature di nero. Si tratta in tutto di 1500 pagine di racconto. Un po’ più lungo dell’Ulisse di Joyce. Un uomo misterioso, la trasgressione, e una donna in balia delle passioni che si sperimenta fino a perdersi per poi naturalmente ritrovarsi.

Solo che cercando nelle librerie scopro che è tutto un florilegio di uomini misteriosi, erotici, terribili, pericolosi, e ricchi, e di donne perdute, capaci di ogni trasgressione, ma pronte a rinascere, dopo aver toccato fondi e doppi fondi, in una dimensione diversa. Sono dei viaggi al termine della notte, sono inferni attraversati, sono luoghi terribili in cui perdersi per poi capire la propria vera identità.

In questa sorta di totale banalità concettuale, l’erotismo è il collante di tutto. E l’uomo padrone fa il resto, se così possiamo dire. A guardar bene, al di là di scritture improbabili, di plot narrativi troppo semplici, questa è una nuova moda. Emma Becker, in  Monsieur (Baldini e Castoldi, p.350, 18 euro) racconta di una giovane ragazza in balia di un chirurgo cinquantenne appassionato di letteratura erotica; Sonia Rottichieri, Sul mio corpo (Aliberti, p.422, 16 euro) narra invece di Alice e di un uomo misterioso che la inizia all’erotismo e la porta sull’orlo del baratro; Lisa Rice, in Amanti pericolosi (Leggereditore, pp.315, 10 euro) parla di un certo Jack che fa perdere la testa alla protagonista solo a pronunciarne il nome. E naturalmente anche in questo caso c’è baratro perdizione, impossibilità. In 90 giorni di tentazione, di Lucinda Carrington (Newton Compton, pp. 317, 9,90 euro) si racconta di Genevieve, e di un uomo arrogante e sicuro che la costringe a esaudire ogni suo desiderio.

Se sommate tutti i romanzi che ho citato superiamo le 3000 pagine. Ma questo fiume di parole contiene elementi interessanti. Il primo è che gli uomini sono tutti maledetti ed erotici. Il secondo è che le donne devono toccare il fondo per rinascere, e devono farlo attraverso l’erotismo. Il terzo è il rapporto di totale sottomissione delle donne verso uomini che le plasmano.

Dunque: oggi le brave ragazze leggono romanzi erotici. Hanno uomini che non decidono, indifferenti all’erotismo vero, presenti a intermittenza. Le brave ragazze hanno esistenze deluse dai vuoti dei compagni che hanno accanto.

Oggi le donne hanno pensieri intensi che nessun uomo riesce più a cogliere. E allora leggono storie dove l’ultima possibilità di trasgressione romantica è proprio l’erotismo totale, quello da cui non si può sfuggire. E quando i loro uomini, tra una partita di calcio e una cena di lavoro guarderanno le loro donne ironici per certi libri che leggono, loro, queste ragazze e signore pronte a un posto in prima fila sul baratro del piacere e della perdizione, sogneranno questi maestri del sesso. Perché la possessione erotica è l’ultima frontiera di un’intensità che si è persa per i rivoli delle vite ordinarie. Oggi, per questo pubblico femminile, l’ultima forma di romanticismo è l’erotismo deciso da un maschio dominante. Gli uomini sono avvertiti. L’amore, come il paradiso, può attendere: per l’amore è meglio leggere Jane Austin.

© Il Messaggero, 11.8.2012