È proprio cambiata la percezione che abbiamo dei testi che vengono pubblicati per essere destinati ai giornali. Spesso la loro durata, il tempo che rimangono leggibili è brevissimo. E questo non dipende soltanto dal fatto che riguardano cose ed eventi che sono in quel momento. Ma anche perché ormai il giornalismo, la pubblicistica, come si diceva un tempo, utilizza mezzi rapidi, interattivi, veloci. Per cui abbiamo sempre una certa diffidenza quando vediamo raccolti assieme gli articoli delle cosiddette firme dei giornali. Temiamo siano operazioni facili, raccolte messe assieme per sfruttare il nome, la visibilità, per mandare in libreria l’ennesimo libro, l’ennesimo saggio, di cose già pubblicate, ma tirate a lucido come se fossero nuove.

In questi tempi è ancora più evidente tutto questo. L’era di internet ha accorciato ancora di più il tempo, e ci ha tolto la possibilità di far durare i testi come si dovrebbe. La velocità ha portato a una più difficile comprensione della realtà, e ha allargato la forbice tra saggismo vero e proprio e giornalismo. Lasciando al giornalismo il compito di fotografare alla meglio le cose che accadono. Con un’efficacia notevole certo, ma con una definizione minore. Un po’ come scattare con una fotocamera professionale anziché con le macchine fotografiche che stanno dentro i cellulari.

Per cui la riedizione, dopo tanto tempo, de Il Costume di casa. Evidenze e misteri dell’ideologia italiana negli anni Sessanta (Bompiani, pp.482, euro 10,90) di Umberto Eco è una bella occasione per riflettere. Eco ha sempre diviso il suo lavoro di intellettuale in tre tronconi: i suoi romanzi, i saggi scientifici come il Trattato di semiotica generale e infine quelli che lui chiama gli scritti occasionali. Gli scritti occasionali sono gli articoli, i saggi brevi, gli interventi e le relazioni ai convegni. Negli scritti occasionali Eco ha messo buona parte del suo metodo critico. Ci ha accompagnati a una lettura della realtà e delle cose il più delle volte inedita e soprendente. Oltre al Costume di casa, appartengono agli scritti occasionali titoli come Dalla periferia dell’impero, oppure Sette anni di desiderio.

Ma Il Costume di casa è un testo davvero particolare. Perché là ci sono alcuni saggi che raccontano Umberto Eco e spiegano molte cose di un uomo che da 50 anni segna la cultura italiana e internazionale. È un Eco onnivoro e attentissimo quello del Costume di casa. L’Eco studioso della comunicazioni di massa. Si occupa dell’informazione televisiva (quando era agli albori) e la analizza con lucidità. Ma scrive anche della  cultura di massa, del kitsch, del linguaggio pubblicitario di allora. Anticipa molti temi che saranno dibattuti fino a oggi, ma con una forza, intensità, e profondità che gli scritti giornalistici oggi non hanno più.

Ma è soprattutto il primo articolo che colpisce in questo libro. Perché è una dichiarazione esistenziale e poetica. Si intitola: Pochi clamori tra la Bormida e il Tanaro, e venne pubblicato sull’Espresso nel 1967. La Bormida e il Tanaro, come tutti sanno, sono due fiumi, e sono i due fiumi che scorrono ad Alessandria, la città del Piemonte dove Umberto Eco è nato e cresciuto nella sua giovinezza. In quel saggio Eco spiega il suo sguardo antiretorico, la sua “diffidenza per il noumeno”, ovvero per tutto quello che non ha una concretezza, la sua capacità di guardare le cose nella realtà vera. Il suo sguardo distante eppure attento e rispettoso. Racconta che nella sua città non ci sono mai stati eroi e miti, e che san Francesco passò da quelle parti, e prima che lo facesse anche ad Assisi, ammansì un lupo. Ma nessuno degli alessandrini inventò una mitologia o un culto di tutto questo. Anche il patrono di Alessandria, San Baudolino, era un santo che i miracoli non li faceva. Un santo non esagerato, diciamo così, concreto, con i piedi per terra. Eco dichiara di sentirsi fiero di essere figlio di una città così. E mette le basi di tutto quello che sarebbe stato negli anni a venire, fino al successo del Nome della rosa, fino alla celebrità mondiale.

© Il Messaggero, 4.8.2012