L’amore è il nodo più forte che uno scrittore deve affrontare oggi. Proprio perché lo abbiamo riempito di luoghi comuni, o svuotato completamente in un nichilismo incerto. Roland Barthes lo aveva capito molto bene, e aveva poggiato l’amore,  nel suo saggio “Frammenti di un discorso amoroso”, interamente nell’ambito del linguaggio. La psicoanalisi ci ha spiegato che l’amore è solo una proiezione di se stessi nell’altro, e la letteratura ha trasformato l’amore in un genere. La verità è che l’amore sovrintende a una teologia affascinante che abbiamo rimosso e dimenticato.

Recensendo l’ultimo romanzo di Fabio Volo, “Le prime luci del mattino” (Mondadori, pp.244, 19 euro) non posso non tenere conto di questo.

I lettori già da qualche settimana si saranno accorti che su queste colonne si parla con loro e non con gli editori o con il mondo letterario. Si parla con quelli che devono decidere di impiegare tempo prezioso (e una piccola risorsa economica) nel leggere libri come questo. E senza alcun atteggiamento sprezzante, o tranchant, rispondo che non è il caso di farlo. Proprio no.

Ma non perché è un libro di Fabio Volo, degnissima persona che fa il suo lavoro; e neppure perché non è un libro sufficientemente letterario. Non c’è nessuna forma di snobismo nel dire questo, c’è solo una consapevolezza: è un libro sbagliato nel suo voler essere popolare. Perché è un libro sull’amore dove l’io narrante è una donna in crisi coniugale che tiene un diario e racconta una sorta di rinascita personale attraverso un percorso doloroso e controverso. Ma si tratta di un romanzo sull’amore che imita l’esistente, se possiamo utilizzare questo termine: solo che l’esistente assomiglia troppo a quanto si può leggere sulla posta di certi settimanali femminili e nelle sceneggiature delle soap.

Si sa che Fabio Volo vende moltissimo e le librerie sono già invase da pile altissime di questo libro. Sappiamo che soprattutto le donne leggono questo autore. Ma devo metterle in guardia: questo non è un libro di plastica (espressione che si utilizzava soprattutto negli anni Ottanta per la nuova narrativa popolare). Non è un libro di plastica perché la plastica, a dispetto dei luoghi comuni, è un materiale nobile e sofisticato. Questo è un libro di domopack: ovvero è una storia che ha la consistenza di una pellicola trasparente, sottilissima. Oltre la pellicola di Fabio Volo c’è il mondo vero, ci sono dei temi universali e attuali, c’è la difficoltà di decifrare i sentimenti e di riaddattarli a nuovi modelli sociali e culturali, una difficoltà, per intenderci, che hanno soprattutto le donne (gli uomini sono meno sofisticati, in questo).

Oltre quella pellicola di plastica ci sono i temi eterni del romanzo: l’amore, la passione, il dolore, la rinascita. Ne hanno scritto tutti. E se Fabio Volo avesse la curiosità di rileggersi Jane Austen capirebbe che la leggerezza di “Orgoglio e pregiudizio” permette una profondità vertiginosa. E ancora: se rileggesse “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, altro straordinario romanzo sull’amore e sul dolore, capirebbe che – al contrario – attraverso la scrittura vertiginosa di Kundera il lettore arriva a una profonda leggerezza e semplicità.

Questo romanzo di Fabio Volo, con i tempi che corrono, e soprattutto con il tempo che manca, è un lusso vero e proprio: non dà risposte, non apre stanze inaspettate, non ti lascia nulla. Solo il brusio indistinto di questi tempi e di questi anni, fatto di «lame a doppio taglio», di «vite amplificate», di contatti «con la parte profonda di te», della solita domanda «si può amare un uomo e desiderarne un altro?», di «ha piovuto» anziché «è piovuto».

Brusio, non semplicità. Pellicola trasparente, domopack, che di pagina in pagina si opacizza, al punto che alla fine, neanche più la vita vera che sta fuori da questo libro riesci a guardare in trasparenza. Ed è un peccato che un autore così popolare, così venduto, sia letterariamente poco generoso e inconsistente con quei lettori semplici che – proprio per questo – meriterebbero più rispetto.

[© Il Messaggero, 22.10.2011]