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Non leggerete più Blowin in the Web, ma vi do appuntamento qui

L’ultima mail è di due giorni fa. Mi è arrivata da Israele, da Ahluva, una ragazza che periodicamente mi scrive e che legge Sette del Corriere della Sera, mi chiede se continuerò a firmare Blowin in the Web. Questo perché la mia rubrica non era più settimanale da ormai sei mesi. In questo tempo, da ottobre dell’anno scorso, ho ricevuto molte lettere: persone che mi seguono dal 2012 e che mi fanno la stessa domanda. Intendiamoci, non sono masse, non sono migliaia di mail di persone disperate. Non sono più di duemila. Il mio modo di guardare il mondo, di scrivere e di pensare è per nicchie piccole, non ho mai…

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La mostra Genius Loci

LA GALLERIA NAZIONALE viale delle Belle Arti, Roma. Genius Loci. Nel teatro dell’Arte è il titolo del volume edito da Contrasto e anche della prima mostra delle fotografie di Roberto Cotroneo. Le sale di un museo d’arte prevedono un pubblico che guarda le opere, non un pubblico che osserva un pubblico.  E la scena non è quella…

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È difficile cambiare gli schemi mentali

È proprio vero che l’ultima cosa che si riesce a cambiare nelle persone sono gli schemi mentali. Sono i più resistenti, per certi versi i più ripetitivi, e forse rassicuranti. Quando accade che il mondo prende a mutare con estrema rapidità, diventa davvero difficile adattare il proprio modo di pensare ai radicali mutamenti che avvengono attorno a noi. È accaduto al crepuscolo di civiltà alle volte millenarie, è accaduto al verificarsi di sconvolgimenti epocali come la rivoluzione industriale, è accaduto naturalmente con la nascita delle società di massa. Accade oggi con l’avvento della società fluida e tecnologica. Il web, e non è certo una notizia, ha capovolto il mondo con…

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Ognuno è il populista di se stesso

È andata più o meno in questo modo. È come se i nostri genitori, i nostri fratelli maggiori, quelli che si sono occupati in modi diversi della nostra formazione avessero messo a punto negli anni una grande biblioteca di migliaia di volumi. Romanzi, saggi, volumi di arte, trattati di diritto, manuali di vario genere, e naturalmente enciclopedie e preziosi incunaboli, edizioni aldine, persino qualche codice miniato. Migliaia di volumi collocati in ordine, in un bellissimo edificio ultramoderno, e catalogati uno a uno e poi scannerizzati in modo da poterli consultare anche da un computer. È un sapere culturale indispensabile che ha richiesto cura, denaro e attenzione. Solo che nell’accumulare tutti…

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Perché le fotografie digitali in bianco e nero sono finte.

Il web ama le foto in bianco e nero. Su Instagram è un moltiplicarsi di profili dove si pubblicano soltanto fotografie in bianco e nero. E sono profili molto seguiti e molto amati. In realtà la fotografia in bianco e nero appartiene a un mondo che non esiste più. Il mondo degli scatti analogici, della pellicola, dei sali d’argento che a contatto con lo sviluppo, con gli acidi della camera oscura, mostrano immagini che potremmo definire di tipo simbolico. Il giallo dei capelli biondi diventa un bianco perlaceo, l’azzurro degli occhi un grigio molto chiaro, il verde del prato inglese si fa invece grigio un po’ più scuro, la pelle…

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Non tutto si trova online

Non è per niente vero che tutto ormai si trova online. Buona parte della cultura di questi secoli, soprattutto i libri meno ricorrenti nell’immaginario delle masse mediamente acculturate, gli autori di cui non si sente più parlare da anni, vanno scovati in quei luoghi che si chiamano biblioteche. Alcune di queste biblioteche sono delle autentiche meraviglie, hanno codici preziosi, incunabuli, edizioni aldine, cinquecentine. Non ci trovi soltanto vecchi studiosi nostalgici di carte e pergamente, ma anche giovani che vanno lì semplicemente a studiare, o a consultare un testo per qualche esame. Una delle biblioteche più belle di Roma è la Angelica. Una meraviglia del Vanvitelli inserita nel convento degli agostiniani.…

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I nuovi analfabeti creativi

Potremmo chiamarlo tempo narcisistico del nuovo sottoproletariato culturale. È una modalità della giornata che ha a che fare con il modo in cui poniamo noi stessi davanti agli altri. I social dicono chi siamo perché noi diciamo ai social quello che riteniamo fondante, importante, perché il mondo esterno possa capirci. Viviamo in un sistema dove conta pubblicare, rendere pubblico, ma senza alcuna percezione e capacità di capire quello che si sta facendo. Perché dopo anni di annichilimento se non disprezzo della cultura umanistica e classica è stato dato in mano a una massa vera e propria, a un quarto stato moderno, uno strumento che ha bisogno disperatamente di una serie…

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Immaginare l’altrove

Nel mondo antico gli uomini si muovevano assai poco, e immaginavano moltissimo. Nel medioevo non mancavano i viaggiatori e tantomeno gli esploratori, ma la maggior parte delle persone viveva l’intera vita in uno spazio minimo, talvolta di pochissimi chilometri, e tutto quello che veniva a sapere gli veniva raccontato, oppure, se era in grado, lo leggeva sui libri. Il medioevo, ma anche l’età moderna, sono luoghi, prima che epoche. Sono costellazioni isolate una dall’altra dove solo ogni tanto, per un caso, per una bizzarria, arrivavano informazioni dal mondo. Informazioni portate da qualche viandante, da un soldato, da qualcuno che era partito e poi tornato. Ma erano notizie per lo più…

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I layout della cattiva informazione

È accaduto a tutti, arrivati per la prima volta in una città, di entrare in un ristorante, e cominciare a notare alcuni dettagli, per capire meglio se si è fatta la scelta giusta, oppure se rischiamo di avere un cattivo servizio, o del cattivo cibo. Guardiamo delle cose, magari nell’attesa del cameriere, che sono impercettibili: il tipo di tovaglie, la scelta dei bicchieri, la luce, i quadri alle pareti. Alle volte persino lo stato della toilette. Sono elementi che poi portano un pregiudizio che può essere confermato oppure no. Di solito non ci si sbaglia. È raro che molti elementi distonici siano poi smentiti nella qualità del cibo e del…

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Incenso e pietra, ombre e vetrate

È probabile che la serie di Paolo Sorrentino The Young Pope diventerà un traguardo fondamentale per molti. Perché in quella serie ci sono alcune cose che hanno a che fare con le nostre vite smaterializzate, con le nostre identità digitali e con le nostre solitudini da social network. In quella serie il primo degli elementi di cui tenere conto non è tanto l’idea che possa salire al soglio pontificio un papa giovane e bello. Ma è che i valori della contemporaneità, ovvero la giovinezza, la bellezza, il carisma, persino l’opulenza e la ricchezza, non sono liquidi, sono fisici, sono dentro un luogo chiuso, dentro le mura vaticane, che diventano l’ultimo…

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