Stare sul web non vuol dire capire il web. Interessarsi di nuove tecnologie non significa saperle tradurre e vedere quello che accadrà un giorno. Ma soprattutto essere nel web non è un gesto di adesione indispensabile per sentirsi parte della modernità del mondo.

Voglio dire che si sta creando una frattura profonda tra un mondo adulto, che ritiene il web 2.0 il presente e il futuro delle nostre vite, e un mondo di giovani, sostanzialmente élitario, che non utilizza se non distrattamente e in modo annoiato i social network, perché li ritiene ormai vecchi e finiti. Ora, dire che Facebook, con la potenza che esprime, sia un social destinato a finire non è soltanto un azzardo, è anche un po’ folle. Ma non è folle sostenere che Facebook, e con Facebook tutti gli altri social nati in questi anni, è uno strumento globale e universale che utilizzeranno sempre di più i meno giovani, se non i vecchi. Perché le nuove generazioni, quelli che sono ancora bambini oggi, avranno altre esigenze, non avranno il bisogno di condividere in modo indifferenziato, non utilizzeranno le informazioni dei social, e non avranno nessuna voglia di raccontarsi con quelle modalità.

I più giovani lo fanno già sin d’ora. Facebook, come WahtsApp, è utilizzato semplicemente come una chat, senza che si posti quasi nulla. Fino a poco tempo fa era uno strumento di informazione. Ma ora le informazioni passeranno da piattaforme personalizzate. E in futuro a nessuno verrà in mente di mettere la foto di gruppo della cena tra amici, o le palme della spiaggia delle vacanze. Tutti pensano ai social come a degli editor utili a viralizzare informazioni, notizie, e persino a fare marketing. Gli autori di libri tolgono le foto del profilo e le sostituiscono con le copertine. Altri giocano a fare dei social un blog personale, altri ancora commentano qualsiasi cosa abbiano a tiro. È tutta gente che quasi sempre ha più di 30 anni. Sotto questa soglia di età non c’è, come molti credono, una nebulosa di ragazzini incapaci di capire e indifferenti, ma c’è ben altro. Ragazzi che imparano sul web attraverso piattaforme come Knewton, e che si scelgono le lezioni universitarie migliori al mondo attraverso i Mooc. Nella Silycon Valley o a New Delhy si lavora a progetti che permettano ai più giovani di scambiarsi informazioni di qualità e di lavorare assieme in modo efficace.

La retorica che vuole tutta l’informazione in un piccolo dispositivo, sempre e comunque, a qualunque ora del giorno e della notte, funziona solo per manager che pensano a un modello informativo vecchio di trent’anni. Una vecchia informazione con il turbo del web. Accedere a tutto, moltiplicare le notizie, mandarle in loop lascia indifferenti le nuove generazioni, che ormai da qualche anno, inascoltate, chiedono notizie mirate, di qualità e non sempre a portata di mano. E non si interessano generalmente a siti di testate e giornali che ti bombardano di continuo.

Non si tratta di qualità delle notizie. Si tratta di altro. Si tratta di spazi di attesa. Di selezione delle informazioni, ma soprattutto di solidità dei saperi. E contrariamente a quanto si possa pensare, è proprio la mia generazione, e quella immediatamente più giovane a vivere nel mito della rapidità, della somma di notizie, della disponibilità di dati. I più anziani che hanno deciso di restare analogici fanno una scelta inutile, perché oggi l’analogico è un digitale su carta. Ormai i giornali cartacei imitano i loro siti. Mentre un tempo erano i siti che volevano assomigliare ai loro giornali cartacei.

Adesso tutti pensano che le nuove piattaforme di informazione saranno veicolate da Facebook. Ma non è questo il futuro. Come non è il futuro poter sapere tutto sempre e, per usare un’espressione abusata, in tempo reale. Il tempo reale non è il tempo del sempre e ovunque. Anzi è il tempo senza quei sempre e quegli ovunque. I ventenni di domani non sceglieranno meglio le informazioni nel mare del web. Si costruiranno percorsi di saperi che passano da fattori nuovi e diversi che la quasi totalità dei professionisti dell’informazione neanche conosce.

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