Jamie Locke e Maik Maurer sono due studiosi che potrebbero complicarci la vita in futuro. Maik è un programmatore e Jamie un ingegnere. Il loro luogo di lavoro è a Boston, la società si chiama Spritz Inc. Maik e Jamie stanno per mettere sul mercato un software molto particolare. Serve a leggere più rapidamente e senza perdite di tempo. Come? Attraverso processi mnemonici particolari? Con una ginnastica mentale? Niente affatto risparmiando agli occhi quel movimento che li porta a spostarsi su una riga scritta, perdendo tempo. Il programma di Locke e Maurer fa passare davanti ai nostri occhi parola per parola di un testo. Tenendole visibili un tempo minimo, quello necessario perché quello che si chiama Orp, acronimo di “Optimal Recognition Point”, ovvero il punto della parola scritta in cui il nostro occhio si poggia e permette di riconoscerla senza leggerla completamente, possa innescarsi. Solo così si risparmia tempo e tutto diventa più semplice. Inutile agitarsi, questo software sarà venduto in molti paesi. I nostri occhi smetteranno di scorrere tra le righe di un testo, e alla fine i secondi risparmiati saranno moltissimi. E visto che ci siamo, soprattutto per quelli che soffrono di strabismo la ginnastica oculare sarà utile ed effiace.

Non so perché, o meglio a pensarci bene lo so benissimo, leggendo una cosa simile mi viene in mente il deserto, o i fori romani, mondi antichi con lingue ancora ben vive: l’ebraico, l’arabo, e il latino. L’idea che si debba risparmiare energie affinché l’occhio non si muova troppo nella lettura delle righe di testo è qualcosa che capovolge l’idea della comprensione di lingue complesse. E forse si può adattare all’inglese che si parla in tutto il mondo. Una sorta di esperanto molto semplice. Una lingua internazionale, perché già l’inglese del poeta seicentesco John Donne sarebbe difficilmente leggibile con questo software.

Solo che in questo modo, con Spritz, non avremo più il tempo per capire. Il tempo per tornare indietro, soffermarsi, ripensarci. Con certe lingue diventa un problema. Parlo del cinese, lingua difficile che richiede doti visive oltre che logiche completamente diverse dalle altre. Parlo dell’ebraico e dell’arabo, che sono lingue consonantiche e non permetterebbero un Orp su parole che hanno accenti che sostituiscono vocali, che si leggono da destra verso sinistra, e chiedono tempo di interpretazione.

Ma anche il latino, che si legge da sinistra verso destra, ha bisogno di un movimento di occhi che arriva al verbo finale e poi torna indietro. E anche il tedesco. L’idea di una lingua che si possa leggere parola per parola lasciando gli occhi impassibili, senza la curiosità, senza cambiare la velocità di lettura a seconda della passione, dell’impazienza, della lentezza data dalla meditazione, o dalla concentrazione o distrazione, mi terrorizza.

Io capisco che Jamie Locke e Maik Maurer sono convinti che il nuovo sistema di lettura sia una rivoluzione, e mi rendo conto che avrà ambiti di applicazione interessanti. Capisco che il tempo è tutto, e ne abbiamo sempre troppo poco. Per cui leggere con gli occhi fissi può essere una necessità. Ma aspettando che Spritz arrivi sul mercato e diventi un’applicazione per i nostri computer e i nostri tablet, oltre che per i lettori di ebook, vorrei invitarli a scovare un autore. Un principe indiano scomparso nel 1989, allievo di Winnicott, faceva lo psicoanalista a Londra e si chiamava M. Masud R. Khan. Ha scritto poco, ma ogni suo libro è un po’ una pietra miliare. In un saggio intitolato: The Privacy of the Self, pubblicato a Londra nel 1974, diceva, tra le altre cose, che «la creatività è un campo coltivato a maggese». Un luogo dove si aspetta. Si aspetta per capire le cose. Si fa riposare il campo per poi seminarlo con miglior profitto.

Aspettare è dunque tutto. Soprattutto nella lettura, e nella comprensione dei testi; aspettare che gli occhi si fermino su un segno, su un verbo, su un termine palindromo, a guardarlo. Lasciando che il tempo ci regali il senso delle cose.

© Corriere della Sera – Tutti i diritti riservati

Il sogno di scrivere Cotroneo