Ho ricevuto moltissimi commenti e risposte al mio post di ieri che partiva dal successo del film di Paolo Sorrentino: La grande bellezza. Il tema non era il film. Semmai una nuova forma di cultura di massa che non ha più l’ambizione di essere popolare, ma cerca di andare oltre. Di costruire un vero e proprio ossimoro concettuale: l’élitarismo di massa. Ho riflettuto molto su questo punto, perché questo ossimoro è sempre più invadente. Ed è talmente fuso e compenetrato in questa contemporaneità  da risultare quasi impossibile scindere i due concetti. L’élitarismo culturale non lascia il posto, banalmente, a quella che un tempo veniva chiamata la massificazione culturale. E l’allargamento delle basi culturali non hanno portato a un abbassamento delle ambizioni artistiche. Voglio dire che i romanzi contemporanei hanno spesso qualità, come le hanno i film, e che a dispetto dei luoghi comuni viviamo in un mondo più colto e consapevole. Solo che qualcosa non torna. Questa fusione a freddo tra esigenze di un pubblico largo e bisogno di mantenere livelli di qualità alti ha generato stratificazioni impreviste. L’esigenza di raggiungere un pubblico più vasto è ormai inevitabile in un mondo che non comprende più nicchie e complessità, e che utilizza il metro del successo in qualunque opera che abbia ambizioni artistiche.

Allo stesso tempo non è più possibile, se non con prodotti dichiaratamente commerciali, ignorare linguaggi alti, raffinatezza, e creatività. Walter Benjamin parlava di opera d’arte nell’era della riproducibilità tecnica. Oggi potrebbe parlare di opere d’arte nell’era della commercializzazione. Se un tempo poteva apparire come un impoverimento, oggi lo definirei in un modo diverso: è la creazione di un nuovo linguaggio e di un’estetica ibrida che non è un compromesso, ma è qualcosa d’altro. Si paga l’arte con il bisogno di comprensibilità immediato. Ma la comprensibilità, ovvero un linguaggio adatto a grandi fette di pubblico, non può fare a meno di una intensità, di un humus emozionale che si nutre di quanto è stato già fatto e che lentamente è entrato nelle coscienze di chi vuole tutto: anche un’estetica che gli corrisponda.

È un esempio estremo, ma spiega abbastanza bene questo concetto: Ikea produce mobili a basso costo che si rifanno a un design e a un’idea estetica alta. La differenza in quel caso è nel produrre con materiali poco costosi. Ma anche i materiali culturali di questo tempo sono in un certo senso poco costosi: dal punto di vista emotivo soprattutto. Io non so dire se è giusto o sbagliato. Ma per fare un esempio, se nel suo ultimo film –  Il capitale umano – Paolo Virzì non avesse chiuso con la frase: «Avete scommesso sulla rovina dell’Italia e avete vinto» avremmo avuto di fronte una storia molto interessante, ma meno incisiva. È bastata una battuta per spostare tutta l’attenzione in una direzione completamente diversa. Un giudizio morale, certo, ma anche una scossa che risponde a domande, esigenze, e che richiama stilemi narrativi e cinematografici che hanno fatto la storia e sono entrati nell’immaginario comune. È in quel momento che la piccola storia di provincia che diviene metafora emblematica di un’epoca.

A queste cose non si può rinunciare. Come non si può rinunciare a una scrittura colta e avvolgente che lasci alle nuove generazioni di lettori molto di più di un semplice intrattenimento. La riproducibilità di oggi si muove tra le pieghe dell’intrattenimento, con un valore aggiunto: l’estetica dell’intrattenimento, il sommare echi, elementi, suggestioni che vengono da un passato dove sperimentare nuovi linguaggi era l’unica strada possibile. Oggi nessuno può sperimentare nuovi linguaggi, perché abbiamo creato una lingua artificiale, un esperanto, che sia comune e facilmente comprensibile. Una lingua povera, certo. Ma con le sue regole, le sue grammatiche, il suo ritmo e la sua suggestione. Ma non è detto che da questo esperanto culturale, per ora ancora facile e senza un fascino per chi è abituato alle terzine di Dante, non possa nascere una nuova lingua su cui sperimentare ancora e osare.