Un paio di giorni fa su twitter qualcuno ha scritto che ormai viviamo dentro un aforisma continuo. Mi ha colpito perché è vero. E mi ha colpito perché tutto questo modo di pensare e commentare le cose, tutta questa brevità e l’esigenza di definire il mondo attraverso massime, sentenze e paradossi diventerà a breve un problema da risolvere. Ma procediamo con ordine.

Cos’è un aforisma? La definizione classica, da dizionario di italiano, è questa: «breve massima che esprime una norma di vita o una sentenza filosofica». Ma non è soltanto questo. Nell’aforisma è anche la forma che conta: icastica, lapidaria, talora anche paradossale. Nell’ultimo secolo l’aforisma è stato un genere letterario diffuso, apprezzato e popolare. Tre nomi su tutti: Oscar Wilde, Karl Kraus, Stanislaw Lec. Ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo.

Gli autori di aforismi appartengono a un’aristocrazia dell’intelligenza, dove la capacità di scrivere breve, l’intuizione formidabile dell’essenza delle cose, del nocciolo dei problemi, diventa una sentenza, una massima da leggere con stupore, piacere, e da tenere con sé, come insegnamento. E negli anni è accaduto di guardare con ironia, e persino con disapprovazione, coloro che provavano a pubblicare aforismi senza il genio, il talento dei grandi. Come una debolezza da non concedersi mai.

Twitter ha cambiato le regole del gioco. Dai pochi aforisti capaci di descrivere un’epoca, di svelare le pieghe dell’animo umano, a tutti aforisti, tutti incapaci di resistere, con quei pochi caratteri, a commentare in quella forma qualsiasi tipo di notizia, di evento, o di storia privata. I risultati non si misurano sulla qualità, ma sulla quantità, e aprono una serie di problemi che prima non esistevano.

Il primo ha a che fare con il cambiamento del modo di pensare. Da un ragionamento sul mondo, a un tentativo di definire le cose attraverso una scrittura che indica verità. L’aforisma, per il modo in cui è scritto, per il modo in cui commenta la realtà, per l’arguzia che contiene è portatore di verità. E di verità fulminanti e rapide. Schegge paradossali legate all’autorevolezza di chi le ha scritte. Se accade che il senso comune, il pensare di tutti i giorni, prende la forma aforistica allora qualcosa non funziona. Perché l’aforisma è un corollario del modo di pensare la vita, una ciliegina che impreziosisce la torta, ma non la sostituisce.

Ho letto aforismi di persone comuni quasi degne di Kraus o di Wilde. Ho letto aforismi e post di twitter in questa forma decisamente più deboli. Ho capito che quell’idea che il genere aforistico andasse frequentato soltanto dai grandi del pensiero non era vero. Ma a questo punto mi sono cominciato a preoccupare. Perché i social network, e in particolare twitter, mostrano una direzione del pensiero contemporaneo. Ma la direzione non è la filosofica argomentazione del dialogo, dove l’argomento è esposto con il principio del dubbio, e solo il confronto lungo e problematico porta a una verità. La direzione ora è una spasmodica voglia, un desiderio irresistibile di verità. Tutti, nella brevità delle loro scritture, nel gusto del paradosso, nella volontà di fulminare con una scheggia, una definizione icastica quello che accade, finiscono per parlare, diciamo così ex cathedra. E il risultato non è mostrare, o capire. Ma è definire attraverso lo stupore.

È molto pericoloso, perché gli studiosi degli aforismi, che spesso sono studiosi del linguaggio, sanno bene che quasi tutti gli aforismi si possono capovolgere, e che questo tipo di scrittura, afferma una verità e la nega immediatamente. Come due polarità elettriche che si elidono a vicenda. I post di twitter, e in generale dei social, che attraverso la lettura della realtà del mondo e della vita ritengono di stupire tutti attraverso definizioni calzanti e perfette, finiscono per affermare verità che non hanno un centro, e a trasformare la ricerca della verità in  un gioco letterario che non chiarisce nulla e non fa capire il mondo. Ma sarà ancora possibile, in futuro, pensare e scrivere in modo diverso?

(© Sette del Corriere della Sera)