Perché siamo circondati da giallisti? E perché molti romanzieri scrivono gialli per raccontare le loro storie, gialli che prima non avevano mai scritto? La risposta a queste domande sta tutta dentro il nuovo libro di Patrick Modiano, L’orizzonte, appena pubblicato da Einaudi (pp.153, €13). Come tutti sanno Modiano è uno dei più grandi scrittori francesi, autore oltre che di romanzi importanti (Dora Bruder, ad esempio) anche di sceneggiature cinematografiche (Lacombe Lucien, di Luis Malle).

Nel 2010 Modiano ha deciso di scrivere un libro che raccontasse quello che narrano certi gialli: l’inquietudine, il mistero, il passato, l’incubo, il ritorno. Con la classica chiave di volta finale che risolve e spiega, anche se mai del tutto. Questo romanzo tra l’altro racconta una Parigi bellissima, mette in gioco lo scorrere del tempo, in modo nitido e torbido allo stesso tempo, ha una scrittura decorata con sapienza, mai troppo asciutta, come è quella di certi giallisti americani, e neppure barocca. La sua Parigi, dove il libro è ambientato per buona parte, è una Parigi sommersa da un’interiorità incontenibile.

In Modiano c’è Simenon, ma c’è anche Eugene Sue e I misteri di Parigi, e c’è un po’ di Fred Vargas. Ma è meglio di Fred Vargas, perché non essendo uno scrittore di genere riesce a tenere il suo romanzo a un livello molto alto, e a non finire nel giallo per il giallo. In questa storia c’è uno scrittore e una donna misteriosa. C’è l’amore e c’è la fuga. Ci sono torbidi segreti e personaggi da memorie del sottosuolo. E infine c’è la rivelazione finale, dentro una Berlino che è il rovescio di Parigi, come fosse un cappotto rivoltato.

Ormai il giallo si sta allargando,  raggiunge i territori dalla letteratura indagango sulla realtà contemporanea. Il giallo è una domanda che svela tutte le non risposte che ci portiamo addosso nella nostra esistenza: è una cartina inserita in un reagente, quello della vita, che prende tutti i colori delle nostre paure. Il giallo per Modiano, ma prima di lui per moltissimi altri scrittori, è un incubo rimesso in ordine, ripiegato con cura.

Più il mondo si fa complesso, più abbiamo consapevolezza di non riuscire a leggere storie e realtà, e più ci rifugiamo in un genere che nella sua parte più banale è solo una soluzione di casi. E invece nella sua parte più vera ci complica le risposte, ci toglie sicurezza, rivela l’impossibilità di un ordine, e ancor di più rivela l’inesistenza dell’ordine quando si parla di personaggi, di esistenze e di interiorità.

Il giallo moderno non è un libro che si legge per sapere come va a finire e chi sia l’assassino (tanto è sempre il maggiordomo…) ma è un libro che si legge per scoprire che gli assassini siamo noi, sempre e unicamente noi. E dunque è il lettore a scoprire se stesso e a far combaciare i propri incubi con quelli dei personaggi del libro, fino a confondere la propria storia con le storie dei romanzi.

Per questo scrivere e leggere gialli è diventato così importante: perché il giallo, in quanto genere letterario, ha smesso di esistere. Ed esiste invece un modo di raccontare ossessioni e incognite, misteri e inquietudini attraverso un filtro fotografico che ha quella tonalità, la tonalità gialla, ma solo come cornice, come reagente. Il genere del giallo è il calore del fuoco della candela che avvicinata al foglio delle storie da raccontare rivela le trame invisibili.

Modiano non è un giallista, e forse L’orizzonte non è una storia diversa da tante altre che ha scritto, non è diversa dalle ossessioni che si porta addosso da anni: soprattutto quelle della colpa e della persecuzione. Ma il genere del giallo rende la sua scrittura e la sua immaginazione ancora più nitida e ancora più bella. Perché la alleggerisce e al tempo stesso la rende ricca. Modiano dice di aver sempre provato nostalgia per il romanzo poliziesco: «Avere uno schema, come Simenon», aggiunge. Già, lo schema è l’alibi di tutti gli scrittori, quando sono consapevoli della loro colpevolezza. Perché uno scrittore è sempre colpevole di rivelare le nostre vite pubblicando romanzi.

[© Il Messaggero, 13.10.2012]